Giovedì, 28 Luglio 2016 12:42

YouTube censura l'arte

Il portale monopolista dei video online censura il nostro servizio sul film Gangor che "benché non violi le Norme della community, potrebbe non essere appropriato per un pubblico generico".

Immagine 3YouTube è senza dubbio il portale di video più famoso nel mondo. Sebbene ne esistano altri, è sicuramente il più utilizzato e non a caso è il terzo sito, a livello mondiale, più visitato dopo Google e Facebook.
I fan di Spettacolo! Che Spettacolo! che ci seguono da ormai 13 anni in TV e sul web e che, per fortuna, sono sempre in costante crescita, hanno preso il canale YouTube della nostra testata giornalistica (regolarmente registrata in Tribunale) come punto di riferimento per andare a vedere, e rivedere, le nostre interviste alle star nazionali ed internazionali che incontriamo, grazie alla fiducia a noi concessa dagli uffici stampa degli artisti, degli spettacoli teatrali o dei film che si susseguono al cinema e alla professionalità e l’impegno che mettiamo in tutto ciò che facciamo

YouTube e il suo monopolio

YouTube è quindi diventato, negli anni, qualcosa di unico, acquisendo grazie alle sue caratteristiche un quasi totale monopolio dei video sul web

Questo suo traguardo lo deve senza dubbio alle migliaia di persone, che come la nostra testata, inseriscono nei loro server i propri lavori dei più svariati generi.
Se da una parte chi carica video può raggiungere una grande popolarità, guadagnando anche del denaro, dall’altra Mr.YouTube guadagna tanti milioni di euro l’anno con il lavoro dei suoi "partner". Uno scambio più o meno equo?

YouTube e una politica non del tutto corretta

Seppur la nostra storia su YouTube ci porta ad essere molto apprezzati dai nostri amici e dagli addetti ai lavori del mondo dello spettacolo, di cui siamo davvero orgogliosi con le nostre quasi 9 milioni di visualizzazioni raggiunte sul canale, abbiamo difficoltà quotidiane (e sappiamo che non siamo i soli) nel rapporto con YouTube che tende spesso a fare orecchie da mercante, giacché proprio di un mercante si tratta. 
Da una parte ci sono persone disponibili come quei motivatori che s’incontrano negli eventi organizzati da YouTube, volti ad incitare i propri partner a fare di più per se stessi, la propria mission e il guadagno del portale web; dall’altra parte invece troviamo un’assistenza che più che umana sembra un vero e proprio robot, che non ha la capacità di voler capire le reali esigenze di un partner, che porta comunque dei guadagni alla loro azienda.
Per l’assistenza di YouTube ci sono vari step per cui essere considerato e dipende degli iscritti al proprio canale. Ebbene sì, ciò che conta per Mr.YouTube non sono certo le visualizzazioni da cui lo stesso trae guadagno mettendoci la pubblicità. Per esempio puoi avere 100.000 visualizzazioni sul tuo canale e 10.000 iscritti e quindi essere "considerato" di più di un canale che ha 10 milioni di visualizzazioni e 5.000 iscritti

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YouTube e la sua censura applicata anche ad opere di rilevanza sociale e interesse pubblico

C’è poi la questione della censura di cui noi giornalisti siamo a conoscenza, grazie alla formazione e al lavoro che facciamo tutti i giorni e che per YouTube è un mondo a parte. Un mondo che segue le regole della propria community e non di quel che accade al di fuori. 
Un esempio in merito alla questione viene da uno dei nostri maggiori video, Gangor, un servizio con intervista al regista Italo Spinelli, su un film ritenuto di alto valore sociale; una vera e propria opera cinematografica che parla della violenza sulle donne in India. Un fatto, questo, davvero di grande interesse pubblico e che vi invitiamo a vedere e commentare cliccando qui.
Per questo video con quasi 2 milioni di visualizzazioni, YouTube ha deciso, dopo 6 anni dalla pubblicazione, di censurarlo ai minori di 18 anni, noi non sappiamo il perché e pensiamo che sia solo perché all’interno si vede una donna a seno nudo; invece di capire che questo servizio è di supporto proprio ai minori, affinchè gli stessi possano capire che la violenza sulle donne non è ammissibile. 
Dopo ben due volte di contestazione, la prima ad aprile 2016 e la seconda in questi giorni, la nostra redazione ha ricevuto questa risposta: "Dopo un ulteriore esame, abbiamo stabilito che benché non violi le Norme della community, il tuo video potrebbe non essere appropriato per un pubblico generico. Il tuo video è stato pertanto sottoposto a limiti di età”.
Ci stiamo ancora chiedendo, se chi ha deciso di censurarlo sia un robot o un umano che non lo ha visto fino in fondo, non capendo la vera importanza dello stesso. Ed inoltre se è lo stesso che non ha bloccato migliaia di video in cui oltre a vedersi nudità, ci sono azioni che incitano alla violenza e all'autolesionismo.

YouTube e i problemi con il copyright

Il copyright tutelato da diverse leggi nel mondo è un’altra questione che YouTube non riesce a gestire al meglio. 
Un problema per molti partner del colosso mondiale dei video e che purtroppo la nostra redazione conosce bene, poichè tratta e manipola materiale protetto, ovviamente in accordo con le produzioni e le distribuzioni dei vari film e spettacoli, quindi con gli uffici stampa degli stessi.
L’utilizzo delle immagini di un film per diritto di informazione sono per esempio rilasciate dalle stesse distribuzioni, affinché possano essere utilizzate nei servizi televisivi e sullo stesso YouTube a copertura delle interviste fatte ai talent del film stesso e per meglio promuoverlo. Perché poi, oltre all'informazione che facciamo, è la promozione lo scopo per cui vengono realizzate tali interviste.
Il copyright è davvero molto particolare ed è “maneggiato” con cura da tutti noi, al fine di non ledere il diritto d’autore, ma per YouTube la faccenda è piuttosto nebulosa
Ogni giorno, anche in base agli accordi che i reali detentori dei diritti prendono con YouTube o con le varie agenzie che gestiscono il copyright; siamo soliti effettuare ricorsi in merito alle rivendicazioni dei diritti d’autore, per cui otteniamo una soluzione senza nessun problema, nel momento in cui facciamo capire che tali immagini sono state a noi concesse dalla distribuzione stessa e che non siamo un "classico YouTuber" ma un testata giornalistica regolarmente iscritta al con giornalisti regolarmente iscritti all'Albo. 
Talvolta a mettere i bastoni tra le ruote, però, è lo stesso YouTube, che non vuole sentire ragioni in merito, molto probabilmente perchè a rispondere in assistenza ci sono dei "veri e propri robot" che non fanno altro che analizzare sommariamente la richiesta e rispondere con un copia e incolla delle norme della Community
È il caso di Thierry, un assistente o un bot, con cui ci siamo scambiati più di 70 e-mail (con YouTube non abbiamo diritto di colloquiare via telefono) ricevendo sempre risposte senza alcun senso, ripetute di volta in volta, e senza che il nostro problema venisse analizzato e nel caso risolto, tale che abbiamo anche pensato che il "nostro assistente" non comprendesse bene l'italiano.
Ad aggravare la situazione in merito, spesso interviene qualche altro anonimo impiegato di YouTube che si cela dietro la firma "il Team di YouTube" e chiede un'autorizzazione scritta per l'utilizzo di trailer
Facendo come premessa che nessun ufficio stampa potrà mai dare l'autorizzazione scritta per l'utilizzo dei materiali video, anche se da loro forniti, non si capisce il vero motivo per cui lo stesso YouTube non ci fa fare la rivendicazione direttamente dal proprietario, al quale possiamo spiegare che il materiale ci è stato fornito dall'ufficio stampa del film stesso, ottenendo quindi il rilascio del claim.
Probabilmente questa è una questione a cui neanche il “sistema” (di solito si da la colpa al "sistema" no?) di YouTube riesce a dare risposta e che potrebbe portare a fatti non del tutto legali, seppur appartenenti alle regole della community.

YouTube. Tutta questione di monetizzazione

La monetizzazione su YouTube è fondamentale non solo per le redazioni come la nostra che vedono riconosciuto il proprio lavoro anche sul web, ma anche per YouTube stesso che trae la maggior parte del profitto dalle pubblicità che noi stessi autorizziamo sui nostri video.
La monetizzazione è sempre una questione a cui spetta l’ultima parola allo stesso YouTube, che talvolta la mette in revisione, dimenticandola nei propri corridoi cybernetici, come accade anche ora per alcuni dei nostri video.
Non è questo l’articolo che deve trarre conclusioni in merito alla probabile lealtà del colosso YouTube, anche perché noi siamo una goccia di un oceano, ma sicuramente un buono spunto per capire e far comprendere una parte del lavoro della nostra redazione.
Benedetto Dionisi

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Logo SCS vector coloratoIdeato, realizzato e condotto da Benedetto Dionisi e Lorenzo Ormando, Spettacolo! Che Spettacolo! è nato come programma televisivo ed è giunto oggi al suo 13° anno di trasmissione. "Dal 2004 ad oggi abbiamo raccontato le grandi storie e i grandi artisti del cinema e del teatro, nazionale ed internazionale. Pensiamo che sia giunto il momento di portare l'esperienza "Spettacolo! Che Spettacolo!" ad un altro livello, rendendolo ancora più accessibile al pubblico. Sul nostro sito troverete, oltre a news e curiosità, le interviste alle star e approfondimenti su tutti i nuovi film in uscita e i principali spettacoli teatrali." 
Spettacolo! Che Spettacolo! è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Latina, autoriz. n.1537/2014 del 19/08/2014. 
Direttore Responsabile Benedetto Dionisi.

 

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